I tajarìn sono un must della cucina della Langa. Veri capelli d'angelo confezionati esclusivamente a mano, sono solitamente conditi con sugo di carne. Ma la domenica, nelle cascine dei contadini, dopo averli preparati con tanto amore, si condivano con il sugo di fegatini di pollo, perché questo animale da cortile era il piatto di carne del dì di festa.
Ecco qui una ricetta dei tajarin con il dono per eccellenza della terra piemontese: il tartufo bianco d'Alba!
Disponete la farina bianca a fontana su una spianotoia, unitevi le 5 uova intere e i 10 tuorli, l'olio e un pizzico di sale. Impastate e tirate una sfoglia molto sottile. Fate riposare, quindi spruzzate di farina e arrotolate la sfoglia; tagliatela con un coltello affilato in modo da ricavarne tagliatelle molto sottili. Fate riposare le tagliatelle e cuocete in acqua bollente e salata per pochi minuti. Separatele dal liquido di cottura con la schiumarola e conditele con il condimento che avrete precedentemente preparato. Pulite il tartufo e lavatelo. In un pentolino sciogliete a fuoco basso il burro ed unite il formaggio grattugiato, il pepe, il mestolo di brodo e il tartufo. Infine cospargerle i tajarìn di sottili fette di tartufo e servite.
Vino consigliato: Barbera D'Asti DOC
Vino simbolo della regione, ha acquistato la Denominazione di Origine Controllata nel 1970. Il vitigno principale è il Barbera per una percentuale tra l'85% e il 100%, e per la rimanente possono essere utilizzate le uve Fresia, Grignolino e Dolcetto. Il Barbera (o la Barbera) da giovane è rosso rubino intenso e, con l'invecchiamento, tende al granato; il profumo è intenso. In bocca è asciutto e di corpo; la gradazione alcolica minima è del 12%, se raggiunge il 12,5% è detto "Superiore". Ha un periodo di invecchiamento non inferiore a un anno, con un minimo di sei mesi in botti di rovere.
Buon appetito e buone bevute in compagnia!
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